Il pavimento più bello del mondo: Duomo di Siena

Quanti di voi hanno avuto il piacere di ammirare il pavimento più bello del mondo, come lo definì il Vasari, ossia il pavimento del Duomo di Siena?

Si concluso infatti il 27 ottobre il periodo di esposizione di questo meraviglioso pavimento solitamente ricoperto da lastre di faesite che lo proteggono dal danno provocato dal calpestio dei visitatori.

Il pavimento più bello del mondo è quindi in Italia ma, come spesso purtroppo accade nel nostro Paese, spesso gli italiani non sanno di avere in casa tali tesori.

Il Vasari lo ha definito “il più bello, grande e magnifico pavimento che mai fosse stato realizzato”. Durante il periodo di esposizione si è poi voluto completare un’esperienza già di per sé meravigliosa unendo alla possibilità di ammirare il pavimento più bello del mondo a quella di contemplare le cosiddette Porte del Cielo, ossia il sottotetto della cattedrale che anch’esso non è solitamente aperti al pubblico.

Il pavimento del Duomo di Siena si compone di una complicata galleria iconografica che è stata completata progressivamente dal Trecento all’Ottocento da diversi pittori di Pavimento più bello del mondo - pavimento Duomo di Sienaeccezionale fama che si sono cimentati in questa spettacolare operazione di pavimentazione. Giusto per fare qualche nome, l’opera è frutto della collaborazione di Matteo di Giovanni, Sassetta, Beccafumi e Pinturicchio, che sono tra gli autori dei 56 cartoni per le tarsie del pavimento il quale misura ben 1300 metri quadrati.

Nella parte del pavimento del Duomo di Siena relativa alle tre navate vengono narrati temi riguardanti l’antichità classica e pagana; nella zona del transetto, invece, così come nel coro vengono rappresentate la vicenda della popolazione ebraica e la storia della salvazione attraverso l’azione di Cristo, che non appare effettivamente mai nell’iconografia.

Due le tecniche impiegate per la creazione del pavimento più bello del mondo: quella del graffito, con l’uso di scalpello o trapano per creare il binario nel quale inserire lo stucco di colore scuro, e quella del cosiddetto commesso marmoreo, ben più complicata, che si ottiene affiancando i marmi in maniera analoga a quanto si fa quando si ha a che fare con le tarsie di legno.

Nell’esagono del pavimento del Duomo di Siena che si trova all’altezza della cupola, Domenico Beccafumi ha dato una prova maestosa della tecnica del commesso marmoreo: si tratta probabilmente della parte più importante da vedere della pavimentazione, un’opera che non può mancare almeno una volta nella vita nel bagaglio di esperienza di chi ama l’arte italiana!

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